Dall’intelligenza artificiale dei data center agli iPhone più cari: la domanda di HBM, High Bandwidth Memory, ha innescato un processo che sta rivoluzionando il mercato dei dispositivi personali
Questa settimana abbiamo analizzato cosa c’è dietro all’aumento di prezzo di smartphone e personal computer, qual è il ruolo dei grandi produttori e soprattutto quando le cose torneranno normali (se mai lo faranno)
Dimenticate l’inflazione, il blocco dello stretto di Hormuz o i dazi doganali. I veri responsabili dell’aumento dei prezzi degli smartphone hanno nomi familiari e sono sotto gli occhi di tutti: OpenAI, Anthropic, Meta, Google, Amazon, Microsoft. Questi giganti si stanno comprando tutta la memoria RAM del pianeta.
Mentre i data center per l’intelligenza artificiale divorano chip di memoria a ritmo record, i tre grandi produttori mondiali, Samsung, SK Hynix e Micron, hanno fatto una scelta precisa: producono meno DRAM per smartphone e personal computer e più High Bandwidth Memory per le GPU di Nvidia.
Di conseguenza, i prezzi della DRAM sono saliti del 172% nel 2025 e, stando alle previsioni degli analisti, continueranno a crescere almeno fino al 2030. Gli addetti ai lavori chiamano questo fenomeno “RAMageddon”, l’Armageddon della RAM.
Il segnale di Apple
Il primo segnale pubblico è arrivato da Apple: nella primavera del 2026 la società ha alzato i prezzi di Mac e iPad, con il MacBook Air salito da 1.099 a 1.299 dollari e l’iPad Air da 599 a 749. Il CEO uscente, Tim Cook, durante l’ultima conference call trimestrale ha descritto la situazione come un evento senza precedenti nella storia dei prezzi della memoria degli smartphone. Per gli iPhone 18 in arrivo in autunnoil mercato attende di capire quanta parte dell’aumento verrà assorbito da Apple e quanta finirà sul prezzo di listino.
Secondo un’analisi di TechInsights citata dal Wall Street Journal, il costo del pacchetto da 12 gigabyte di DRAM per l’iPhone 18 Pro sarebbe salito da 39 a 145 dollari, un aumento del 272% rispetto all’anno precedente. La banca d’affari JPMorgan stima che entro il 2027 la memoria possa arrivare a rappresentare fino al 45% dei costi di componenti di un iPhone, rispetto a circa il 10% di oggi. TSMC, che produce i chip principali di Apple, ha comunicato intanto aumenti di prezzo tra il 5% e il 10% a partire dal gennaio 2027, con possibili sovraprezzi aggiuntivi per chi ordina oltre le previsioni.
Un mercato a somma zero
La logica che governa la crisi è quella di un gioco a somma zero: ogni wafer di silicio destinato all’HBM, la velocissima memoria usata dalle GPU di Nvidia, è un wafer sottratto alla DRAM convenzionale per smartphone e personal computer. I produttori ottengono margini da tre a cinque volte superiori con l’HBM rispetto alla DRAM consumer, e infatti la scelta è razionale dal punto di vista industriale. Il progetto Stargate di OpenAI, secondo IDC, potrebbe da solo assorbire fino al 40% dell’intera produzione globale di DRAM.
Intanto, Microsoft, Google, Meta e Amazon stipulano contratti pluriennali con i produttori, con pagamenti anticipati miliardari per garantirsi capacità futura: è l’infrastruttura AI al lavoro. Questo meccanismo svuota l’offerta per il mercato consumer: i tre principali produttori di DRAM hanno già venduto tutta la capacità produttiva per il 2027. Per chi costruisce smartphone e laptop, le quantità disponibili sono quelle che restano.
Oligopolio sotto accusa
Il mercato DRAM non funziona secondo le regole classiche della concorrenza: Samsung, SK Hynix e Micron controllano tra il 90% e il 95% dell’offerta mondiale. A giugno 2026 è stata depositata in California una causa antitrust che accusa le tre aziende di aver coordinato prezzi e volumi di produzione a partire dal 2022, con un effetto di incremento della DRAM convenzionale stimato intorno al 700%nell’arco di quattro anni. Le aziende contestano le accuse.
La società di analisi Gartner prevede un ulteriore incremento del 47% dei prezzi DRAM nel 2026, dopo il balzo del 172% registrato nel 2025. La sua concorrente IDC stima che il prezzo medio degli smartphone salirà tra il 6% e l’8% nel corso dell’anno, con i produttori di fascia media e bassa colpiti proporzionalmente più di Apple o Samsung, che dispongono di riserve di cassa e accordi di fornitura a lungo termine. I laptop entry-level sotto i 500 dollari, secondo Gartner, rischiano di diventare finanziariamente insostenibili nel giro di due anni.
Quando finirà tutto questo?
A differenza della crisi dei chip del 2020-2023, generata dalla pandemia e che poi si è autocorretta, questa è una crisi di offerta deliberata che IDC definisce “permanente”. Costruire nuovi impianti di produzione richiede da tre a cinque anni e investimenti nell’ordine dei miliardi di dollari. Anche con i piani di espansione già annunciati, la nuova capacità produttiva non sarà operativa prima del 2029-2030.
Le previsioni delle principali case d’analisi convergono: Deloitte colloca la normalizzazione tra il 2029 e il 2030, McKinsey prevede che i workload di AI occuperanno il 70% della capacità totale dei data centerentro fine decennio, il CEO di SK Hynix ha indicato il 2030 come orizzonte minimo.
Google ha intanto annunciato TurboQuant, tecnologia di compressione della memoria per i grandi modelli linguistici capace di ridurne il consumo di sei volte, cercando in questo modo di ridurre il bisogno di memoria DRAM. Ma potrebbe anche servire, in realtà, a far impennare ancora di più la curva della crescita della memoria usata per l’addestramento e l’inferenza delle AI. In ogni caso, si tratta di risposte parziali a un problema strutturale di ben altra portata.
I prezzi scenderanno? La vera domanda aperta è un’altra: quanto cresceranno ancora e di quanto. Le conseguenze toccano il volano dell’economia digitale degli ultimi venti anni: gli smartphone. IDC prevede che il mercato globale degli smartphone potrebbe contrarsi fino al 13,9% nel 2026 a 1,09 miliardi di smartphone, con cicli di sostituzione più lunghi e un mercato dei dispositivi usati in crescita.
Il paradosso? È la stessa tecnologia che rende gli smartphone più intelligenti, con l’AI direttamente sul dispositivo che richiede quantità crescenti di memoria, a renderli anche più costosi da acquistare.
Altre cose successe in settimana
AirPods con gli occhi
Si avvicina settembre e si avvicina il momento del lancio dei nuovi iPhone e degli altri prodotti autunnali di Apple. Quest’anno, oltre alle varie indiscrezioni, si aggiunge una piccola chicca: nel codice di una beta di macOS Tahoe 26.7, è stato trovato un video che mostra un uomo intento a usare AirPods con fotocamera integrata: dispositivi connessi a Siri e alla funzione di intelligenza artificiale Visual Intelligence per rispondere in tempo reale a domande sul mondo circostante. Gli auricolari di Apple stanno per diventare sensori ambientali indossabili, con occhi e orecchie propri? Il formato degli auricolari sembra essere quello degli AirPods Pro. L’esistenza del file nella beta candidata al rilascio suggerisce che il prodotto sia ormai vicino al lancio, anche se Apple non ha fatto annunci ufficiali.
La guerra dei territori
Il Frontier Red Team di Anthropic ha pubblicato una ricerca che sembra un esperimento distopico: tre agenti di intelligenza artificiale con delle istruzioni tra loro conflittuali, un’unica base di codice condivisa, nessun coordinamento previsto. Il risultato è stato una guerra per il territorio, combattuta con malware autoreplicante. Mythos 5 ha trovato una tregua nel 98% dei casi mentre Opus 4.6 ha risolto le dispute con la forza. In un esperimento parallelo, agenti incaricati di massimizzare i profitti si sono accordati quasi immediatamente su prezzi minimi, e hanno continuato a coordinarsi anche dopo la rimozione del canale privato, allineandosi su una bacheca pubblica. Il problema strutturale: gli agenti non hanno reputazione, etica, norme né modi di manifestare e riconoscere la fiducia. Quelli che sarebbero errori isolati diventano guasti sistemici.
Watermark invisibile nei testi di Claude
Intanto, dal 2 agosto Anthropic ha introdotto un watermark invisibile in tutti i testi generati da Claude, in risposta agli obblighi dell’articolo 50 dell’AI Act europeo. Il sistema, applicato globalmente e senza opt-out, non altera il testo né la sua leggibilità: incorpora invece un segnale statistico rilevabile da strumenti dedicati, spingendo il modello a preferire certi token su altri secondo un algoritmo controllato da una chiave segreta. Il segnale non è una prova autoriale: scompare con la parafrasi, la traduzione o il passaggio attraverso un altro modello. Gli strumenti di rilevazione non sono ancora disponibili al pubblico. Sul blog di Techdale provato a ipotizzare quale tecnica potrebbe essere usata da Anthropic.
Finalmente il Fairphone sbarca negli USA
Riparabile, modulare, con batteria sostituibile. Fairphone, azienda olandese con sede ad Amsterdam, ha lanciato negli USA il modello Gen 6+ a 649 dollari, prima vendita diretta nel mercato americano senza intermediari. Il telefono monta un processore Qualcomm Snapdragon 7s Gen 4 con 12 GB di memoria DRAM, schermo OLED da 6,31 pollici a 120 Hz e batteria da 4.415 mAh sostituibile senza colla né attrezzi speciali. Per la precisione, un utente usando un singolo cacciavite Torx T5 può sostituire dodici componenti; tra questi: display, porta USB-C, fotocamere e cover posteriore. Gli aggiornamenti software sono garantiti fino al 2033. L’azienda ha annunciato che intende presentare nuove generazioni ogni due anni: un impegno non comune nel settore degli smartphone usa-e-getta.
Clamoroso leak delle mappe di GTA 6
Il 18 agosto, a nove giorni dall’anteprima estesa “extended look” di GTA 6 su Netflix, il gruppo Cyberleek ha pubblicato online video di gameplay e la mappa completa di Leonida, l’open world del gioco. Rockstar Games ha risposto con richieste immediate di rimozione, una mossa che la maggior parte degli osservatori ha letto come conferma implicita dell’autenticità del materiale. I clip mostrano meccaniche inedite: progressi in stile GDR legati ad attività ricreative, indicatore del carburante, doppia valuta nell’HUD. La mappa divide Leonida in cinque contee, con zone rurali e isole offshore. L’anteprima ufficiale è ancora confermata per il 27 agosto.
Spider-Man: Brand New Day fa la storia al botteghino
Il quarto capitolo della saga Marvel con Tom Holland ha debuttato tre settimane fa in Nord America portandosi a casa 360 milioni di dollari, record assoluto al botteghino di tutti i tempi, superando Avengers: Endgame del 2019. Nel primo weekend ha incassato 932 milioni di dollari a livello globale, seconda apertura più alta di sempre. In Italia ha superato 32 milioni di euro in tre settimane, diventando il film Marvel con il maggiore incasso di sempre nel nostro Paese. Totale mondiale fino a oggi: oltre 2 miliardi di dollari.
“Dune: Parte Tre” intanto fa il botto nella prevendita dei biglietti IMAX
Warner Bros. ha lanciato le prevendite per Dune: Parte Tre, in uscita il 18 dicembre contro Avengers: Doomsday in quello che i fan hanno già soprannominato DUNEsday. Il regista Denis Villeneuve ha confermato posti aggiuntivi in IMAX, IMAX 70mm e Dolby. Le 38 sale nordamericane in IMAX 70mm registrano già il sold out nel weekend d’apertura, con tre settimane di esclusività IMAX nelle feste. È il primo film della saga girato con telecamere IMAX a pellicola, con 71 minuti in formato panoramico esteso. Nel 2024 Dune: Parte Due aveva incassato 714 milioni di dollari.
Il libro: Metro 2033
Possiamo dire che Metro 2033 sia un vecchio classico nel genere dei romanzi da cui sono stati tratti i videogiochi. Scritto nel 2002 a puntate dall’autore russo Dmitry Glukhovsky sul suo sito web, il romanzo survival post-apocalittico ambientato nella metropolitana di Mosca ha dato via a una serie di sequel (Metro 2034 e Metro 2035), a tre videogiochi (il quarto è in sviluppo) e un’inedita rete di romanzi in “franchising”, affidati ad autori di altri Paesi (tra cui l’italiano Tullio Avoledo), che raccontano storie avvenute nelle metropolitane di tutto il mondo dopo l’olocausto nucleare.






