Olimpiadi: tutte le tecnologie più incredibili
Immagini ad altissima risoluzione per valutare i finali, sensori superveloci per registrare i tempi e tecnologie all'avanguardia praticamente in tutte le fasi delle Olimpiadi
Come funziona la tecnologia per la misurazione della performance degli atleti delle Olimpiadi? Il lavoro è affidato a un’unica azienda, la maison di orologeria Omega, che ha ricoperto il ruolo di cronometrista ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali per la prima volta nel 1936 a Garmisch-Partenkirchen, in Germania. All’epoca fu inviato un solo tecnico con appena 27 cronometri Omega. Oggi ovviamente la situazione è completamente diversa, poiché Omega ha sviluppato apparecchiature di cronometraggio che hanno quasi rivoluzionato i Giochi. Non è soltanto una sponsorizzazione di un marchio ben conosciuto al mondo, insomma, ma un vero e proprio partenariato tecnologico che fa quello che sa fare meglio: misurare il tempo.
Misurare l’infinitesimo
Dagli ori olimpici vinti per centesimi di secondo alla possibilità di vedere i distacchi degli atleti in tempo reale, misurare il tempo alle Olimpiadi è cruciale perché consente di determinare con precisione le prestazioni degli atleti. Senza una misurazione accurata sarebbe impossibile stabilire record, assegnare medaglie o confrontare i progressi: un tempo accurato è fondamentale per garantire equità nella competizione e trasparenza.
Lo sponsor tecnologico per la misurazione del tempo dei Giochi Olimpici è la società svizzera di orologi Omega, che non è solo un marchio di lusso (parte del gruppo Swatch) ma un vero e proprio super-esperto hi-tech delle misurazioni, con soluzioni all’avanguardia. Non a caso Omega è stata Official Timekeeper dei Giochi Olimpici trenta volte, a partire dal 1932 per le Olimpiadi estive, e a Milano-Cortina, dopo 90 anni, tiene il conto dei tempi per tutte le 116 gare in 16 discipline, tra cui per la prima volta lo sci d’alpinismo.
L’azienda utilizzerà le sue tecnologie più avanzate per catturare ogni momento con dettagli indiscutibili nel momento dell’assegnazione dei tempi e delle medaglie, tra i quali spicca la pistola di partenza elettronica, la tecnologia Snowgate e la fotocamera fotofinish Scan’O’Vision Ultimate, in grado di catturare fino a 40.000 immagini digitali al secondo sul traguardo.
Per capire cosa vuol dire in termini di miglioramento rispetto alle vecchie tecnologie analogiche, facciamo alcuni esempi. È dalle Olimpiadi di Londra 2012 che la risoluzione dei cronografi di gara è letteralmente esplosa, migliorando di cento volte rispetto alla precedente generazione.
I Quantum Timer misurano il milionesimo di secondo con una deviazione di un secondo ogni dieci milioni di secondi. Tutto grazie al micro cristallo inserito nello strumento di misura.
La sincronizzazione con la pistola per la partenza, negli sport che la prevedono, deve essere assoluta, e lo è. Si tratta di una nuova pistola elettronica sviluppata sempre da Omega che risolve un problema antico: la velocità di propagazione del suono. Infatti, gli atleti più lontani dallo starter ricevono il suono frazioni di secondo dopo quelli più vicini: il nuovo modello di pistola elettronica è collegata a una serie di speaker che emette il suono ovunque nello stesso momento e con un flash luminoso (e la luce viaggia abbastanza veloce da non causare ritardi percepibili sulla pista).
I blocchi di partenza hanno sensori per la pressione con un ciclo di aggiornamento di quattromila ripetizioni al secondo, e possono registrare quindi con estrema precisione il momento della spinta e quello del distacco degli atleti ad esempio nelle partenze del bob, oltre a eventuali false partenze.
Se l’arrivo è da misurare otticamente, il sistema di fotofinish Scan‘O’Vision registra 40mila immagini digitali al secondo (l’equivalente di 200 GB di dati ogni secondo)che permettono analisi più accurate perché più definite.
Ci sono poi nuovi sistemi di fotocellule a blocco: quattro a diverse altezze impilate su un unico palo, che garantiscono miglior risoluzione..
Massima qualità dello spettacolo
Un discorso sono gli strumenti di misura delle gare e un altro lo spettacolo. Infatti, un aspetto che rende le Olimpiadi un vero e proprio media event mondiale è la capacità di mostrare subito e in altissima qualità quel che succede, con le informazioni di corredo giuste. Questo richiede una grande sinergia ancora una volta da chi gestisce i dati (cioè il Timekeeper ufficiale, Omega) e i broadcaster televisivi che fanno capo al centro Olympic Broadcasting Services incaricato di fornire i feed video a tutte le televisioni presenti e a quelle che lo richiedono da fuori. Tantissimi dati digitali sia dentro che fuori gli stadi.
Il ruolo di Omega va oltre il cronometraggio e abbraccia la registrazione completa delle prestazioni. Grazie al tracciamento delle immagini, alla visione artificiale e ai sensori indossati dagli atleti, l’azienda fornisce dati importanti come la velocità in tempo reale di un bob o le posizioni in tempo reale nel pattinaggio di velocità. Ciò aiuta commentatori, spettatori, giudici e atleti a comprendere meglio ogni momento della competizione. I nuovi sistemi per Milano Cortina 2026 debutteranno in sport quali il pattinaggio artistico, il bob, il salto con gli sci e il big air.
Ancora, per lo stream video c’è una nuova tecnologia chiamata OTT 8K che è nettamente superiore a quello tradizionale (ma già potentissima) Ultra HD 4K. Il partner tecnologico di questa innovazione è Intel, che lo ha reso possibile sfruttando i processori Xeon di quinta generazione e le GPU Arc. Qui non è soltanto la potenza bruta dei processori a fare la differenza ma anche l’uso dell’intelligenza artificiale. Non le AI generative, bensì le reti neurali dei sistemi informatici che permettono il cosiddetto “video computazionale”, cioè l’elaborazione non diversa da quella che viene fatta negli smartphone per gestire tutte le variabili del feed video 8K a 60 fotogrammi al secondo, in HDR e con 32 canali audio.
Possiamo solo immaginare quanto sarà “pesante” il carico di lavoro guardando al passato: alle Olimpiadi di Tokyo 2020, Intel ha fatto lo streaming di 416 ore di contenuti, elaborando 4,7 petabyte di dati, superato dai dati di Pechino 2022 (debutto assoluto dell’8K). Il totale questa volta dovrebbe superare abbondantemente i 15 petabyte! Vedremo a consuntivo quanto peserà succederà a Milano-Cortina!
Ma se anche le immagini sono bellissime, quali dati mostrano? A questo come dicevamo pensa Omega, che cura anche sia il sistema di gestione dei dati delle gare che la sua presentazione. C’è una nuova versione del software per le grafiche, che può sembrare poca cosa ma è in realtà estremamente complicato e deve “pescare” in maniera autonoma e intelligente le informazioni da centinaia di sensori sul campo per mostrarli immediatamente a video, tutto questo per più di 116 eventi di 16 sport diversi.
Inoltre, ci sono da mostrare gli stessi risultati ma in altro modo anche a chi è nei palazzetti e negli stadi: dai risultati delle gare (con un sistema di luci) ai nuovi display OLED ad altissima risoluzione fatti in partnership con Samsung, davvero molto luminosi, che indicano chiaramente al termine di ogni gara chi ha vinto, i tempi, la nazionalità e l’eventuale record stabilito in maniera chiara.
L’atto sportivo
Nel cuore di qualsiasi olimpiade c’è l’atleta e soprattutto il gesto atletico. Riprese spettacolari, immagini super dettagliate, informazioni puntuali e precise. Se queste tecnologie sono fondamentali per goderci gli sport dai nostri divani, diventano fondamentali negli arbitraggi che hanno elementi soggettivi o di interpretazioni, come tuffi, ginnastica artistica o skateboard.
Qui infatti non siamo ancora arrivati al giudice automatico, all’algoritmo imparziale che sostituisce il fattore umano, ma adesso ci sono molti più elementi per comprimere e quasi far scomparire l’errore. Sarà mai un’intelligenza artificiale a sostituire tutti gli arbitri?
Nel caso di regole oggettive invece, sebbene in tutti gli sport ci siano ancora giudici e guardalinee, di fatto la tecnologia è già nettamente superiore all’occhio umano permettono di aiutare i giudici a evitare sviste e momentanee perdite di concentrazione, riproponendo parametri oggettivi su tutte le misure delle singole gare: velocità, posizione, salti e via dicendo, fino al numero di rotazioni completate, postura e angolo di attacco delle mosse per gli sport come il pattinaggio artistico. Un analogo sistema con riprese da più angolazioni che generano una immagine 3D permettono di valutare altezza e distanza degli atleti nei palazzetti.
Ma anche dietro le quinte i servizi digitali stanno facendo la differenza. Le delegazioni di 185 paesi hanno visto arrivare nelle sedi dei giochi tantissimi atleti e un numero almeno triplo di accompagnatori. Per tutti, ci sono servizi automatici che permettono di trovare qualsiasi tipo di informazione e organizzare la propria agenda. E per rendere più semplice l’interazione, anche a Milano-Cortina ci sono i chatbot multilingua solo per gli atleti, che permettono loro di trovare tutte le informazioni che gli servono.
Non potrà però collegare alla rete 5G “chiusa” realizzata da Tim (partner delle telecomunicazioni) assieme all’infrastruttura dedicata realizzata dall’americana HPE, che fa da vero e proprio sistema nervoso di tutte le trasmissioni dati interne alle olimpiadi, proprio come era avvenuto nelle scorse Olimpiadi estive di due anni fa a Parigi.
Tutte le apparecchiature e gli smartphone e tablet del personale (dai giudici agli assistenti) sono infatti collegati alla rete 5G privata e viaggiano su una “corsia riservata” che in alcune zone comprende anche la trasmissione di dati in frequenze millimetriche (mmWave), cioè con velocità 5G più veloce di quella delle frequenze europee tradizionali e che superano i 3 Gbps.
Super-cyber-security
In uno scenario geopolitico sempre più complesso le Olimpiadi sono anche un bersaglio del terrorismo da difendere. Per questo si è cercato di fare l’impossibile per raggiungere la sicurezza fisica e digitale, con tecnologie anti contraffazione, biglietti e badge, uso di droni per la sicurezza dall’alto e altre soluzioni basate sull’intelligence tradizionale delle forze dell’ordine e sistemi di intelligenza artificiale.
Un’Olimpiade molto diversa
Ci sono molti cambiamenti non solo tecnologici in questa che è la prima “Olimpiade diffusa” della storia, cioè che si basa su sedi e location diverse. Come abbiamo detto, le Olimpiadi invernali del 2026 di Milano Cortina prevedono 116 gare per l’assegnazione delle medaglie, distribuite in 16 discipline: sette eventi e una disciplina in più rispetto a Pechino 2022.
Tra le novità ci sono le gare di dual moguls maschili e femminili nello sci freestyle; il ritorno del doppio maschile e femminile nello slittino (in sostituzione del doppio “open”); le prove combinate a squadre, maschili e femminili, nello sci alpino; il large hill individuale femminile nel salto con gli sci; e una staffetta mista a squadre nello skeleton.
Questi Giochi registrano la più alta percentuale di partecipazione femminile nella storia delle Olimpiadi invernali, pari al 47%. La combinata nordica resta l’unico sport invernale olimpico riservato esclusivamente agli uomini.
Ci sono anche alcune importanti novità. È stata eliminata la gara parallela a squadre mista nello sci alpino. La combinata alpina passa dal formato individuale a squadre di due atleti: negli ultimi anni aveva visto un calo di partecipazione, complice l’evoluzione delle esigenze tecniche e di allenamento, ed era già stata tolta dal calendario della Coppa del Mondo FIS nel 2020. Anche il salto con gli sci a squadre e la combinata nordica adotteranno formazioni di due atleti; quest’ultima utilizzerà il trampolino large hill e un percorso di 2×7,5 km (4,7 miglia). Infine, per la prima volta, nello sci di fondo, le donne gareggeranno sulle stesse distanze degli uomini.





