Ecco Claude Mythos: l'AI troppo pericolosa per essere pubblica
Un modello AI troppo potente per essere reso pubblico diventa il fulcro di un'alleanza inedita tra i big del tech e il governo USA. La posta in gioco è la sicurezza informatica mondiale
Troppo potente, potenzialmente molto pericoloso. L’ultimo modello di Anthropic, Mythos è un problema da governare e l’azienda di Dario Amodei pensa di esserci riuscita con il progetto Glasswing.
Questa settimana vi raccontiamo la storia del modello AI che nessuno ha visto.
Claude Mythos Preview non è disponibile al pubblico, e probabilmente non lo sarà a breve. Quello che è già noto è sufficiente a spiegare il riserbo: il modello raggiunge l’83,1% sul benchmark CyberGym, rispetto al 66,6% del precedente Claude Opus 4.6, e ha individuato in autonomia falle di sicurezza in tutti i principali sistemi operativi, browser e software in circolazione.
La capacità di analisi del codice non è stata addestrata specificamente per il settore della cybersecurity: è emersa da sola, come effetto collaterale di progressi generali nel ragionamento e nella scrittura del codice. Nelle performance su scala accademica i numeri sono altrettanto impressionanti, con il 93,9% sul benchmark SWE-bench e il 97,6% alle Olimpiadi americane della matematica (USAMO).
L’alleanza e i cento milioni
La conseguenza è Project Glasswing, annunciato ad aprile 2026 come risposta strutturata a questa situazione. Si tratta di un’alleanza tra Anthropic e un gruppo di aziende che comprende Amazon Web Services, Apple, Broadcom, Cisco, CrowdStrike, Google, JPMorgan Chase, Linux Foundation, Microsoft, Nvidia e Palo Alto Networks. L’obiettivo dichiarato è usare Mythos in chiave difensiva: identificare e correggere vulnerabilità zero-day nelle infrastrutture critiche prima che possano essere sfruttate da attori malevoli.
Anthropic ha stanziato cento milioni di dollari in crediti computazionali e quattro milioni in donazioni per progetti open source. Tra i risultati concreti già documentati figurano bug corretti in OpenBSD rimasti nascosti per ventisette anni e falle simili in altri software ampiamente diffusi: tutti casi in cui gli scanner tradizionali avevano fallito.
Wall Street e il Tesoro in stato d’allerta
La parte più delicata della storia riguarda il sistema bancario statunitense. Mythos ha rilevato migliaia di vulnerabilità nei sistemi informatici delle principali banche americane, falle accumulate in decenni di stratificazioni tecnologiche che, se sfruttate in modo coordinato, potrebbero avere effetti sistemici sull’intero settore finanziario. La notizia ha spinto il segretario al Tesoro Scott Bessent e la Federal Reserve a convocare una riunione d’emergenza con i vertici di Wall Street, tenuta segreta per evitare possibili reazioni dei mercati.
Anthropic ha informato le autorità federali delle capacità del modello, motivando esplicitamente la scelta di non renderlo pubblico con il rischio di abusi. Le Borse hanno reagito subito alla notizia dell’alleanza: le azioni di aziende come Palo Alto Networks, CrowdStrike e Fortinet hanno registrato cali significativi, segno che il mercato ha capito prima dei comunicati ufficiali che l’AI potrebbe rendere obsoleti interi segmenti della cybersecurity tradizionale.
La frontiera che spaventa
La questione tecnica e sociale al centro di Glasswing è quella che gli esperti chiamano “democratizzazione degli exploit“. Un sistema in grado di individuare autonomamente vulnerabilità zero-day e costruire attacchi multi-step rappresenta uno strumento senza precedenti, neutro rispetto a chi lo usa. Nelle mani giuste è difesa; nelle mani sbagliate è un moltiplicatore di forza per chiunque voglia attaccare infrastrutture critiche.
È per questo che Anthropic, nonostante abbia già superato i trenta miliardi di dollari di fatturato annuo, ha scelto di non monetizzare direttamente Mythos e di incanalarne le capacità all’interno di un perimetro controllato. Il nome scelto per il progetto non è casuale: la farfalla Glasswing, trasparente come vetro, è quasi invisibile ai predatori. L’idea è costruire una sicurezza che funzioni proprio perché non si vede.
Altre cose successe in settimana
Amazon acquista Globestar
Amazon ha annunciato di voler acquistare per 11,6 miliardi di dollari l’operatore di servizi satellitari Globalstar, con l’obiettivo di integrare le comunicazioni satellitari direttamente negli smartphone. L’operatore, di cui Apple detiene il 20%, sarà collegato alla rete Leo di Amazon. L’accordo, che deve ancora ricevere l’approvazione, da un lato rafforza la posizione di Amazon sul mercato e dall’altro assicura ad Apple un ritorno significativo sull’investimento iniziale.
Ha ragione Pavel Durov su Whatsapp?
È vero quello che dice Pavel Durov, fondatore di Telegram, e cioè che WhatsApp ingannerebbe gli utenti con la promessa di crittografia end-to-end, perché in realtà una larga parte dei messaggi (fino al 95%) finirebbe in backup cloud non cifrati su server di Apple e Google? Sì, ma solo in parte. La stima del 95%non è verificata e la cifratura dei backup, pur non attiva di default, è disponibile. Inoltre, Telegram stesso non utilizza la crittografia end-to-end per le chat standard, limitandola alle conversazioni segrete.
Come l’AI sta cambiando la matematica
L’intelligenza artificiale ha iniziato a cambiare la matematica. Dopo i risultati sorprendenti alle Olimpiadi della Matematica del 2025, quando alcuni modelli hanno risolto quasi tutti i problemi delle gare, adesso ChatGPT e Gemini vengono usati per scoprire e dimostrare nuovi teoremi, accelerando ricerche che prima richiedevano mesi. Secondo studiosi come Terence Tao questo è solo l’inizio: l’AI non sostituirà i matematici, ma cambierà profondamente il metodo: più problemi affrontati insieme, più velocità, nuove scoperte. Resta però il rovescio della medaglia, tra errori, rischio di “rumore” scientifico e timori per la formazione futura.
Gli hackers, spiegati bene
È stato uno dei primi libri a trattare l’argomento, più di quarant’anni fa, ma è ancora considerato il migliore. Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica del giornalista veterano Steven Levy è stato pubblicato nel 1984 come evoluzione di una inchiesta scritta per la rivista Rolling Stone. Levy per la prima volta ha raccontato la storia di una comunità nascente, tra MIT di Boston e Silicon Valley, fissando i confini dell’etica hacker: accesso libero, curiosità radicale, diffidenza verso l’autorità. Un libro che ancora oggi ci fa capire da dove viene il nostro presente digitale.


