Elon Musk vs Sam Altman: il processo che potrebbe cambiare il mondo dell'intelligenza artificiale
Il processo più atteso del decennio nel settore dell'AI si sta concludendo un'aula di Oakland, California. In ballo ci sono 150 miliardi di dollari e la quotazione in Borsa di OpenAI
Elon vs Sam: è lo scontro del secolo? Forse no, ma se il giudice decide che Musk ha ragione e Altman torto (improbabile ma non impossibile) la traiettoria di OpenAI potrebbe cambierebbe radicalmente.
Questa settimana ricapitoliamo cosa sta succedendo nella causa tra i due big del tech a poche ore dalle arringhe finali degli avvocati e in attesa del giudizio della giuria popolare, che arriverà nei prossimi giorni. Ma attenzione, anche qui è possibile una sorpresa
È il processo più importante per il mondo tecnologico, quello che potrebbe far deragliare la quotazione in Borsa di OpenAI, l’azienda guidata da Sam Altman ma finanziata all’inizio da Elon Musk. Ecco tutto quello che bisogna sapere prima dell’arringa finale, che gli avvocati di Altman e Musk terranno oggi (stanotte in Italia) lasciando poi via libera alla giuria popolare per decidere chi vince e chi perde. Con un piccolo trucco che bisogna sapere.
Una causa che pesa miliardi
Il contenzioso è cominciato nel 2024, quando Musk ha fatto causa ad Altman e al presidente di OpenAI Greg Brockman, accusandoli di averlo ingannato sulla natura non profit della società fondata nel 2015. La richiesta di risarcimento è cresciuta fino a sfiorare i 150 miliardi di dollari, da girare interamente, secondo Musk, alla fondazione benefica originaria. Delle 26 accuse iniziali ne sono rimaste in piedi soltanto quattro, fra cui arricchimento indebito e violazione degli obblighi del fondo benefico.
In aula a Oakland il processo è cominciato lo scorso 27 aprile, davanti alla giudice Yvonne Gonzalez Rogers, la stessa che gestì il duello fra Epic Games e Apple sulle commissioni dell’App Store (finita con un pareggio). La giuria popolare è composta da nove persone, ma (ecco il trucco) il suo parere non sarà vincolante. La decisione ultima, infatti, spetta al giudice, che potrebbe pronunciarsi già la settimana prossima. È una sfumatura tecnica con un peso enorme, perché disinnesca in parte la suggestione del verdetto popolare.
Il giorno di Altman in aula
La testimonianza di martedì dell’amministratore delegato di OpenAI è stata il momento più atteso del dibattimento. Altman ha negato di aver sottratto fondi a un ente di beneficenza, sostenendo anzi di aver costruito una delle più grandi organizzazioni benefiche al mondo. Ha descritto il Musk del triennio 2015-2018 come un socio invasivo e imprevedibile, capace di chiedere ai dirigenti la lista dei ricercatori meno qualificati per tagliarli «con una motosega».
Più volte, secondo la ricostruzione, Musk avrebbe tentato di trasformare OpenAI in una società a scopo di lucro sotto il proprio controllo, arrivando a proporre una fusione di OpenAI con Tesla. In una circostanza che Altman ha definito «particolarmente inquietante», l’imprenditore sudafricano avrebbe ipotizzato il passaggio dell’azienda ai propri figli dopo la sua morte. Invece, l’avvocato di Musk, Steven Molo, ha insistito sulla brevissima estromissione di Altman dalla guida di OpenAI nel 2023 e sui suoi conflitti di interesse con Stripe, Cerebras e Helion, aziende nelle quali detiene azioni e posizioni di controllo.
Tre esiti, una posta in gioco enorme
Gli scenari sono tre: vittoria di Musk con rimedi strutturali, vittoria di OpenAI, accordo extragiudiziale. Una sentenza favorevole a Musk implicherebbe lo scioglimento del modello «a profitto limitato», la rimozione dei vertici e probabilmente il rinvio della quotazione, fissata entro fine anno. Il contrario consoliderebbe Altman, già pronto a diventare multimiliardario, e una platea di dipendenti istantaneamente milionari.
C’è poi la tempistica parallela di SpaceX, recentemente fusa con xAI, che punta a una quotazione da 1.750 miliardi di dollari entro giugno. Proprio l’esistenza di xAI è la carta più scomoda per Musk: dimostra che pure lui aveva in mente da tempo un’azienda for profit sull’AI, smontando la versione del fondatore tradito nei suoi ideali filantropici. E fa anche pensare che in realtà la sua mossa legale, cioè la causa ad Altman, serva in realtà a rallentare la quotazione di OpenAI per evitare che oscuri quella di xAI.
Per quanto la sconfitta di Musk sia data per probabile, il solo fatto di essere arrivati al dibattimento è un duro colpo alla reputazione di OpenAI, che dovrà rimediare prima della quotazione.
Altre cose successe in settimana
Tra i due litiganti il terzo diventa ricco
Mentre in tribunale si decide in buona sostanza il futuro di due quotazioni in Borsa, il terzo concorrente, cioè l’Anthropic di Dario Amodei, vive un momento d’oro. C’è una nuova raccolta di fondi che sta per concretizzarsi: circa 50 miliardi di dollari che sarebbero la leva che spinge la valutazione di Anthropic alla soglia dei mille miliardi (il famoso “triliardo”, come scrivono quelli che sbagliano a leggere il sistema di misura standard). In ogni caso, si tratta di una cifra che supererebbe il record di OpenAI e renderebbe l’azienda fondata dai dissidenti di Sam Altman, cioè Dario e la sorella Daniela Amodei, il nuovo colosso dell’AI.
Arriva il Googlebook, l’anti MacBook Neo
Durante l’Android Show: I/O Edition di martedì scorso Google ha presentato il Googlebook, nuova categoria di portatili che fonde Android e ChromeOS in un’unica piattaforma cucita addosso a Gemini. Il debutto è previsto in autunno con Acer, Asus, Dell, HP e Lenovo, mentre il Chromebook resterà in catalogo. Tra le funzioni più curiose, un Magic Pointer firmato DeepMind che attiva il chatbot al passaggio del cursore. È un prodotto pensato per competere con il successo del MacBook Neo da 699 euro di Apple. Dettagli e prezzi al Google I/O del 19 maggio.
La moneta da un dollaro di Steve Jobs esaurita in 11 minuti
Sono andate esaurite in undici minuti netti le monete da un dollaro che la zecca statunitense ha dedicato a Steve Jobs nella serie “American Innovation”. Il fondatore di Apple compare seduto fra le colline californiane, con la scritta Make something wonderful. La tiratura complessiva è di 25.950 pezzi, venduti soltanto in confezioni multiple: rotoli da venticinque monete a 61 dollari (poco meno di 2,50 dollari a moneta) e sacchi da cento a 154,50 dollari (circa 1,55 dollari ciascuna). Collezionisti e fan di Apple si sono divisi tutto in pochi minuti, mentre su eBay ovviamente già spuntano le prime rivendite a sovrapprezzo.
L’Europa tratta con Washington per cedere i nostri dati biometrici
C’è un accordo secretato che è fondamentale per il futuro della nostra privacy. Bruxelles e Washington stanno infatti negoziando l’Enhanced Security Border Partnership, accordo che darebbe al Department of Homeland Security accesso continuativo a impronte, foto e profili genetici dei cittadini europei. Anche il Regno Unito ha ricevuto la richiesta. La bozza, resa pubblica da un whistleblower dopo che il Consiglio dell’Unione europea ha negato l’accesso agli atti, prevede scambi reciproci e sistematici di dati. L’amministrazione statunitense vuole tutto operativo entro il 31 dicembre 2026, in tempo per i controlli del Visa Waiver Program.
Viaggio dentro una mente aliena
Come pensa l’intelligenza artificiale? Lo spiega il libro di questa settimana, Forma Mentis, scritto da Nello Cristianini, ricercatore dell’università di Bath. Il libro esplora il modo in cui le macchine, come AlphaZero e i Large Language Model, formino rappresentazioni interne del mondo attraverso concetti astratti: non singole parole ma vere e proprie “visioni del mondo“. Studi recenti hanno rivelato che queste rappresentazioni, guidate da blocchi di neuroni, permettono alle macchine di comprendere e rispondere in modo più efficiente. Forma Mentis è il testo introduttivo a un nuovo ambito di ricerca: la “mechanistic interpretability”, cioè la nuova scienza che mira a decifrare le rappresentazioni mentali dei sistemi di intelligenza artificiale, che sono delle black box (cioè non sappiamo come operano), per aprire nuove prospettive sulla comprensione delle AI.


