Liberté, Égalité e Sovranità Digitale: la Francia prova a liberarsi dalla Silicon Valley
Parigi mette sul piatto nuovi fondi per l'AI, un chatbot unico per lo Stato e l'addio a Palantir, sostituito dalla francese ChapsVision in nome della sovranità digitale
Ogni volta che un governo europeo promette di tagliare il cavo con la Silicon Valley, vale la pena controllare quanto è lungo davvero quel cavo
Questa settimana vi raccontiamo come la Francia abbia deciso di mettere sul tavolo altri 655 milioni di euro per costruirsi un’intelligenza artificiale sotto controllo nazionale basata probabilmente su Mistral (e silurare Palantir)
La Francia sta stanziando 655 milioni di euro per l’intelligenza artificiale, dopo che gli Stati Uniti hanno ordinato ad Anthropic di sospendere l’accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5 per ogni cittadino straniero. Il premier Sébastien Lecornu punta su un assistente statale alimentato da Mistral AI per circa un milione di dipendenti pubblici, sostituendo anche gli strumenti di Palantir nell’intelligence interna. E intanto la Commissione europea rilancia il Cloud and AI Development Act per la sovranità tecnologica, mentre il canadese Mark Carney avverte sui rischi di dipendere da pochi fornitori americani con la strategia “AI for All“.
Un segnale politico e industriale molto chiaro: il “rischio America“ è troppo grande, meglio rendersi autonomi. Ma ci riuscirà? E il resto d’Europa, inclusa l’Italia?
La rottura con Palantir
Lecornu ha annunciato in un video sui social che la Direzione generale della sicurezza interna (DGSI) sostituirà gli strumenti dell’americana Palantir con quelli della francese ChapsVision per la gestione dei dati su larga scala. Il passaggio non sarà immediato: richiederà anni. Nel frattempo i sistemi di Palantir resteranno in uso, per evitare un vuoto di capacità operativa.
La società, fondata da Peter Thiel con il sostegno della Cia attraverso In-Q-Tel, vende strumenti di integrazione dati di livello militare a governi e aziende. La sostituzione sarà dunque un percorso graduale, non una rottura immediata.
Le ragioni del divorzio
Dietro la scelta non c’è solo competitività industriale, ma il timore per l’imprevedibilità della politica statunitense. Lecornu ha parlato del rischio di nuove dipendenze strategiche nella sfera digitale, sostenendo che la Francia non può affidarsi a strumenti sviluppati da potenze straniere. Il precedente più citato è quello di Fable, il modello di intelligenza artificiale di Anthropic, il cui accesso per gli utenti non statunitensi è stato sospeso da Washington appena una settimana prima.
L’episodio ha mostrato quanto sia concreto il rischio che un fornitore straniero chiuda da un momento all’altro l’accesso a una tecnologia ormai infrastrutturale. Non a caso ha alimentato, in vista delle elezioni presidenziali del 2027, richieste di autonomia tecnologica da candidati di schieramenti opposti. La sovranità digitale è diventata terreno di consenso trasversale, più che di scontro ideologico.
Un malessere europeo
La Francia non è isolata in questo ripensamento. Le forze armate tedesche hanno annunciato l’abbandono dei prodotti di Palantir, mentre nel Regno Unito è in corso una revisione del contratto da 330 milioni di sterline tra il Servizio sanitario nazionale britannico e la società americana, sotto pressione parlamentare. A Londra il sindaco Sadiq Khan ha bloccato un progetto da 50 milioni di sterline con la polizia metropolitana, citando motivi di costi e di procedura.
Gruppi della società civile segnalano da tempo i rischi di sorveglianza di massa e di tutela dei dati legati ai prodotti di Palantir, che l’azienda difende come strumenti capaci di far emergere informazioni utili dalla mole di dati di enti pubblici e imprese. Resta il fatto che la società di Peter Thiel, nata con capitali della Cia, ha lavorato anche per identificare migranti irregolari negli Stati Uniti e per individuare obiettivi nel conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un curriculum che, in Europa, pesa sempre di più nelle valutazioni politiche.
Il chatbot di Stato
Oltre al fronte della sicurezza, Lecornu ha annunciato 655 milioni di euro di nuovi investimenti nell’intelligenza artificiale, in aggiunta al programma France 2030. Il progetto più visibile è un assistente conversazionale unico per circa un milione di dipendenti pubblici, destinato a procedure giudiziarie, candidature ai bandi di ricerca e lavoro amministrativo quotidiano, con Mistral, il “vecchio” modello di frontiera francese, indicato come candidato naturale. La parola che il governo ripete più spesso è “sovrano“: uno strumento costruito e gestito sotto controllo francese, non affittato da un fornitore americano.
Ai fondi si aggiungono un assistente per la sanità dell’agenzia statale Ameli e una nuova piattaforma per l’accesso ai dati pubblici. È il rafforzamento di una strategia nata nel 2018, con una prima fase da 1,5 miliardi di euro poi confluita in France 2030. Lo stesso programma si inserisce in un impegno più ampio, gli oltre 109 miliardi di euro di investimenti privati nell’intelligenza artificiale annunciati lo scorso anno al summit di Parigi.
Probabilmente Mistral
Il governo non ha indicato quale azienda costruirà l’assistente di Stato, limitandosi a descrivere le capacità desiderate, non il fornitore. Il candidato naturale resta però Mistral, la startup parigina nata nel 2023 e oggi impegnata in una raccolta di capitali con valutazione vicina ai 20 miliardi di euro. Lo stesso Lecornu, da ministro della Difesa, aveva già annunciato che l’esercito francese avrebbe utilizzato il modello di Mistral.
Il tema veramente caldo però è la competizione con gli Usa. Mentre, ad esempio, SpaceX di Elon Musk sta comprando per 60 miliardi di dollari Anysphere, la società dietro Cursor, il software per la programmazione con agenti AI, l’Europa fa fatica a creare un ecosistema di aziende e infrastrutture davvero competitive con i colossi americani, a prescindere dai costi.
Mentre Berlino e Londra hanno già preso le distanze da Palantir, manca un disegno comune europeo. Non solo: l’Italia, finora più spettatrice che protagonista, troverà il coraggio e i capitali per giocare la sua partita? Soprattutto considerando che la sovranità digitale si conquista prima di vietare, costruendo le alternative prima di averne bisogno.
Altre cose successe in settimana
Ci vediamo a Ivrea con Jaki, Federico Faggin e Massimo Banzi
Sabato 20 giugno Jaki è a Ivrea (Torino) per Ex Machina con degli ospiti decisamente speciali. Insieme a lui, infatti, ci saranno Federico Faggin, l’uomo che ha inventato il microprocessore, e Massimo Banzi, cofondatore di Arduino. Si parlerà di tecnologia, coscienza e futuro a partire dalla città che il futuro lo ha già visto una volta con l’Olivetti.
L’incontro è gratuito, ma i posti vanno prenotati prima. Qui tutte le info.
La metà strada di Threads
Threads, l’”altro” social di Meta, supera i 500 milioni di utenti attivi mensili, a metà strada dall’obiettivo di un miliardo fissato da Mark Zuckerberg. Il traguardo arriva 10 mesi dopo i 400 milioni dichiarati nell’agosto 2025, con una crescita che ha spiazzato le stime di un possibile calo. La piattaforma lancia Your Algo, evoluzione privata di Dear Algo per personalizzare il feed, e porta fuori dalla beta le Communities, ora con hub di esplorazione e Live Chat ampliate. Il numero pone Threads in rotta di collisione diretta con X, fermo tra 500 e 600 milioni di utenti.
Grande fuga dall’Xbox
Xbox sta attraversando la sua ristrutturazione più dura: il margine di profitto è sceso al tre per cento e la CEO Asha Sharma ha avviato tagli e chiusure per gli studi meno performanti. Compulsion Games, lo studio di South of Midnight minacciato di chiusura, negozia ora uno spin-off per restare indipendente. Double Fine e Ninja Theory (Hellblade), seguono la stessa strada, cercando di riacquistare le proprie quote o trovare nuovi finanziatori prima che Microsoft stacchi la spina. Anche con uno spin-off riuscito, molti dipendenti rischiano comunque il posto: anche l’indipendenza si paga in licenziamenti.
Bello ma non bellissimo
Dopo tanta attesa l’ultimo film di Steve Spielberg, Disclosure Day, è uscito la settimana scorsa in Italia. Ha aperto al primo posto del box office italiano con circa 1,92 milioni di euro, dentro un debutto mondiale da 92,9 milioni di dollari. La critica lo premia, tra l’80 e l’84 per cento su Rotten Tomatoes e 74 su Metacritic, mentre il pubblico resta più tiepido, intorno al 72-75 per cento. La sua debolezza principale è la storia, scritta da Spielberg con il suo collaboratore di fiducia David Koepp. Sembra una storia pensata e scritta prima che il problema della fiducia nelle immagini generate dall’AI diventasse centrale.
La storia del nostro clima
Luca Mercalli racconta finalmente la storia climatica che mancava al Belpaese, dalle glaciazioni svelate da Ötzi alle nevi di Annibale sulle Alpi, dalle piene del Tevere ai diluvi altomedievali. Gli strumenti meteorologici nati nella Piccola età glaciale misurano poi le valanghe della Grande guerra, il gelo felliniano del 1929, l’alluvione del Polesine nel 1951 e quella di Firenze nel 1966. Il 1985 è l’ultimo inverno davvero freddo: dopo, arriva solo il caldo. Tutto questo (e molto di più, ve lo garantiamo) dentro Breve storia del clima in Italia. Dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale (Einaudi). Finalmente capirete cos’è El Niño, che secondo il Bureau of Meteorology australiano potrebbe diventare il più intenso degli ultimi 70 anni.



