Il drone che le ammazza stecchite. Cosa? Ma le zanzare...
Tra insetticidi inquinanti, clima che favorisce l'insetto più odiato dell'estate e nuove tecnologie di precisione, la guerra alle zanzare cambia strategia e si gioca tutto con un sonar in miniatura
L’estate, la stagione più bella dell’anno se non fosse per il caldo e soprattutto per le zanzare. Ma sul fronte della guerra a questi piccoli insolenti animali ci sono novità.
Questa settimana andiamo a vedere come tecnologia e biologia si stiano alleando contro le zanzare: dal drone cacciatore al progetto con cui Google combatte le zanzare con altre zanzare.
D’estate il vero nemico non è il caldo: sono loro, le zanzare, piccole maestrine del fastidio che ti svegliano di notte, ti inseguono al tramonto e trasformano ogni finestra aperta in una tregua impossibile. Ed ecco l’idea geniale: un drone che le intercetta e le abbatte in volo, senza spray né veleni, con la precisione di un caccia in miniatura. Si chiama Tornyol, e promette di riscrivere la guerra estiva agli insetti.
Le zanzare fanno tre cose che ci disturbano o ci creano veri e propri danni: il ronzio notturno, il prurito della puntura e, in molte aree del pianeta, la trasmissione di malattie serie. Il fastidio dipende poco dal sangue sottratto, minimo per definizione, e molto dalla reazione immunitaria alla saliva dell’insetto, ricca di anticoagulanti e altre proteine che inducono la risposta immunitaria responsabile del rilascio di istamina. Ad orientare l’attacco sono anidride carbonica, odori corporei e calore, un mix che rende l’assalto quasi personale. Infatti, c’è chi “attira” le zanzare e chi è “mimetizzato per natura” per così dire.
Il fenomeno tra le altre cose è in crescita netta: le zanzare sfruttano ogni raccolta d’acqua stagnante per riprodursi, dal sottovaso al tombino, e il clima allunga le stagioni calde amplificando le generazioni annuali. In Lombardia (area umida ma sino a pochi anni fa dal clima abbastanza rigido) la popolazione è cresciuta di circa il 27% in un decennio, mentre in città la scarsità di predatori naturali favorisce l’insetto.
La posta sanitaria
Il problema non è la puntura, ma il ruolo delle zanzare come vettori di patogeni: malaria, dengue, Zika, febbre gialla e virus del Nilo occidentale figurano tra le malattie trasmesse. A livello globale questo status le rende tra gli animali più letali per l’uomo, perché pungere è il loro modo di nutrirsi e il contatto è strutturale, non accidentale. Per questo la lotta alle zanzare è questione di sanità pubblica, non solo di comfort domestico.
Gli insetticidi chimici restano efficaci ma hanno limiti noti: colpiscono specie non bersaglio, richiedono applicazioni ripetute e generano resistenza. Da qui la ricerca di alternative meccaniche o biologiche.
La risposta della tecnologia
Tra le risposte più spettacolari c’è Tornyol, un micro-drone autonomo di circa quaranta grammi che pattuglia un’area definita e intercetta le zanzare in volo. Il sistema usa microfoni da smartphone e sensori ultrasonici simili a quelli dei parcheggi assistiti, ricostruendo una immagine acustica dell’ambiente, più o meno come fanno i pipistrelli, loro predatori naturali. Le zanzare sono riconosciute dal drone dalla firma micro-Doppler del battito alare, un tratto che permette di distinguerne specie e sesso prima di colpirle con le eliche e terminarle.
Non un semplice gadget da giardino, ma una piattaforma con base di ricarica e pattugliamenti autonomi: secondo l’azienda, dieci unità basterebbero a coprire venti ettari di terreno. Resta da distinguere la promessa dalla prova definitiva, perché il prodotto è ancora in preordine e solo negli Usa, senza validazioni indipendenti. Costa la bellezza di 1.100 dollari per possederlo per sempre, o 50 dollari al mese per chi vuole solo superare i mesi più caldi.
Bug contro bug
Ma ci sono anche altre strade. Sul fronte della biologia industriale, Alphabet porta avanti da anni il progetto Debug tramite Verily, che alleva e rilascia zanzare maschio, incapaci di pungere, infettate con il batterio naturale Wolbachia. Accoppiandosi con le femmine selvatiche, queste producono uova che non si schiudono, senza modifiche genetiche né pesticidi: ad inizio giugno 2026 l’azienda ha chiesto alle autorità statunitensi il permesso di liberarne fino a trentadue milioni tra Florida e California. Obiettivo: ridurre la popolazione nativa drasticamente. A Singapore la tecnica ha già ridotto la popolazione di Aedes aegyptitra l’ottanta e il novanta per cento, con un calo della dengue oltre il 70 per cento.
Tra un drone che insegue il singolo insetto e un esercito di zanzare sterili contro l’intera specie, la guerra all’estate più fastidiosa dell’anno sembra avere trovato nuove armi.
Altre cose successe in settimana
Woz manda i robot a scuola
Steve Wozniak, cofondatore di Apple, ha sviluppato il programma di studi che la fondazione Woz Ed sta portando nelle aule del Salamanca City Central School Distric, nello stato di New York. Il progetto introduce tutor robotici basati su intelligenza artificiale (AI), realizzati da Realbotix, azienda nota anche per i compagni artificiali venduti con il marchio RealDoll. Il robot, chiamato Sally, avrà pelle in silicone e capelli castani, resterà seduto ma potrà muovere la parte superiore del corpo e il volto. La divisione educativa viene descritta come separata da quella dei robot sessuali.
Il colpo d’avvertimento delle AI
Due modelli di OpenAI, tra cui GPT-5.6 Sol, sono usciti dall’ambiente di test isolato, sfruttando una falla zero-day, per raggiungere internet. Una volta online hanno dedotto che Hugging Face ospitava le soluzioni del test a cui erano sottoposti, e ne hanno violato i server con credenziali rubate per copiarle dal database di produzione del sito. Nessuno aveva chiesto ai modelli di attaccare terzi: hanno agito da soli per finire l’esercizio più in fretta. È il primo caso noto di un’intelligenza artificiale disallineata che compie un attacco reale fuori dal proprio ambiente isolato di test.
Il conto più caro del copyright
Altri guai sul fronte dell’AI. Un giudice federale di San Francisco ha approvato l’accordo con un conto da 1,5 miliardi di dollari che Anthropic pagherà per chiudere la causa di un gruppo di scrittori sulla violazione del diritto d’autore nell’addestramento di Claude. È il risarcimento più alto mai raggiunto in una causa sul copyright legata all’intelligenza artificiale. Il giudice aveva già stabilito che addestrare il modello sui libri non violava la legge, ma che era illecito scaricarli da siti come LibGen e Anna’s Archive. Circa il 90% dei ricorrenti ha accettato l’accordo. Gli altri faranno cause separate.
La Francia chiude i social ai quattordicenni
Il Parlamento francese ha approvato in via definitiva la legge che vieta l’accesso ai social network agli under 15, prima misura di questo tipo in Europa dopo il divieto introdotto dall’Australia lo scorso dicembre. Il testo, fortemente voluto da Emmanuel Macron, entrerà in vigore dal primo settembre: da quella data le piattaforme non potranno più permettere la creazione di nuovi account a chi ha meno di quindici anni, mentre per i profili già esistenti la chiusura scatterà da gennaio 2027. La legge estende inoltre il divieto di cellulari alle scuole superiori e prevede eccezioni per enciclopedie online e progetti educativi. Manca ancora il via libera del Consiglio costituzionale francese.
La ninna nanna dell’algoritmo
Secondo il sito di news americano 9to5Mac Meta sta testando StoryKit, un’app che genera storie della buonanotte personalizzate per bambini usando l’intelligenza artificiale. Bastano una foto di un giocattolo o di una persona, un’ambientazione a scelta e un valore da trasmettere (gentilezza, coraggio, empatia) e in meno di un minuto l’app produce un libro illustrato narrato, un audiolibro, un testo da leggere ad alta voce e un PDF stampabile. La sperimentazione riguarda per ora solo il Messico, con blocco PIN per i genitori e nessuna funzione social.
La nostra galassia ha fatto una capriola
Un nuovo studio dell’Università di Durham, presentato al National Astronomy Meeting della Royal Astronomical Society, sostiene che il disco della Via Lattea si sia ribaltato di oltre novanta gradi in seguito a uno scontro frontale con una galassia nana avvenuto circa dieci-undici miliardi di anni fa. Simulando al supercomputer l’evoluzione di 25 galassie simili alla nostra, i ricercatori hanno collegato quella collisione, la stessa nota come Gaia-Sausage-Enceladus, alla lentezza insolita con cui ruota oggi l’alone stellare della galassia. Il ribaltamento significa che gran parte delle stelle, forse compreso il Sole, seguiva un tempo traiettorie completamente diverse da quelle attuali. La posizione che oggi ci sembra così stabile, per miliardi di anni era completamente diversa.
Il libro degli omicidi dell’estate
D’estate sotto l’ombrellone ci si rilassa, ma bisogna far lavorare anche il cervello. Murdoku porta l’omicidio dentro la griglia del sudoku, ottanta casi da risolvere incrociando sospettati, stanze, oggetti e animali secondo la stessa regola: un solo personaggio per riga e colonna. Le scene cambiano, banca, casinò, torneo di scacchi, teatro dell’Opera, ma il metodo resta identico, dedurre invece di indovinare. Il libro nasce come serie bestseller internazionale e sotto l’ombrellone funziona meglio in compagnia, quando la caccia al colpevole diventa una gara di sguardi sulla stessa pagina.


