Ecco perché Tim Cook ha scelto John Ternus
La successione al vertice di Apple premia un ingegnere hardware di carriera interna, non un manager di marketing o servizi. Perché?
Chiunque erediti la poltrona di Steve Jobs e Tim Cook porta sulle spalle un’enorme responsabilità. Ma ancora di più chi lo sceglie. La vera domanda quindi diventa: come si sceglie il nuovo CEO della più grande azienda di tecnologia al mondo?
Questa settimana vi raccontiamo perché Cook ha deciso proprio per John Ternus alla guida di Apple
È il momento migliore possibile, ha scritto Tim Cook ai dipendenti Apple. Un’azienda in condizioni migliori, sia finanziarie sia di mercato sia di line-up di futuri prodotti non si era mai vista. Cook ha scelto di andarsene ai suoi termini e, a 65 anni, passa in un ruolo strategico come Presidente, lasciando la fatica della gestione quotidiana al nuovo “timoniere” di Apple, John Ternus, un ingegnere di 50 anni che fino a settembre guiderà ancora la divisione hardware. Ma chi è Ternus e perché Cook ha scelto proprio lui?
Un tecnico cresciuto nei corridoi di Cupertino
Ternus è entrato in Apple nel 2001, poco più che venticinquenne, arrivando dalla californiana Virtual Research Systems dopo una laurea in ingegneria meccanica all’università della Pennsylvania. Venticinque anni di carriera interna lo hanno portato dal Product Design alla guida dell’intero hardware engineering, posizione che occupa dal 2021 e che gli ha dato supervisione su iPhone, iPad, Mac, AirPods e Apple Watch. Il suo capolavoro sui prodotti più recenti è la transizione verso i processori Apple Silicon, la migrazione industriale più delicata degli ultimi quindici anni.
Ecco come è stato scelto il nuovo CEO. Tim Cook non si è mosso da solo, ma sono anni che lavora a questo piano. La scelta del consiglio di amministrazione di Apple, approvata all’unanimità, arriva infatti da un processo di pianificazione pluriennale e conferma una regola le successioni interne dentro Apple hanno sempre funzionato meglio delle promozioni esterne.
Cook stesso era cresciuto nei corridoi dell’azienda prima di ereditare il posto da Steve Jobs, e con altrettanta pazienza ha costruito una catena di deleghe che ora restituisce il suo pezzo forte. Arthur Levinson, il presidente uscente del board di Apple, indicando Ternus ha parlato di capacità di leadership, di profonda competenza tecnica e soprattutto di un aspetto: l’ossessione per i grandi prodotti.
Il mestiere antico di Apple
Quello di cui Apple ha bisogno, dopo un leader come Tim Cook capace di farla crescere come nessuna altra azienda al mondo, è di un nuovo leader come Steve Jobs capace di ideare prodotti estremamente innovativi.
Daring Fireball, cioè John Gruber, commentatore storico del mondo Apple, sintetizza la logica della scelta osservando che l’azienda ha bisogno di un uomo di prodotto al timone e Ternus è la persona giusta. Ternus, insomma, è stato scelto soprattutto per la sua capacità di creare nuovi prodotti innovativi. E quello di Gruber è un giudizio che suona come un viatico che letto dalle milioni di utenti del suo blog Daring Fireball,. Soprattutto, coglie nel segno: per quindici anni Cook ha guidato Apple dal lato della supply chain e dei servizi, territorio in cui ha fatto crescere la capitalizzazione di mercato dell’azienda di 11 volte in 15 anni . Adesso torna in primo piano il mestiere antico di Cupertino, quello di immaginare oggetti fisici e farli funzionare bene.
La Apple che Ternus prenderà in mano il primo settembre vale infatti oltre 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione: erano 350 nel 2011, quando Steve Jobs si è dimesso per poi morire a ottobre di quell’anno. Secondo Cook, Apple ha la pipeline di prodotti più promettente della sua storia. Il nuovo amministratore delegato arriva con un profilo ingegneristico che lo avvicina alla filosofia delle transizioni graduali piuttosto che alle rivoluzioni improvvise, stile che rassicura Wall Street ma che riapre la questione dell’intelligenza artificiale, terreno su cui Apple continua a muoversi con prudenza mentre la concorrenza corre.
Le mani di un costruttore
Chi immaginava che il testimone sarebbe stato passato a Craig Federighi, il volto software dei keynote di Apple, ha dovuto ricalibrare le proprie aspettative: Cupertino ha scelto le mani di un costruttore, non la voce di uno showman che ha alcune competenze sui prodotti ma non tutte. Resta da capire chi occuperà la poltrona per guidare la parte hardware lasciata libera da Ternus, con i nomi di Sabih Khan e altri vicepresidenti interni già in circolazione.
Quindi, la ragione per la scelta di Ternus? Come Steve Jobs, è un uomo di prodotto: quello di cui Apple ha bisogno per tornare a innovare. Come ha detto Cook, annunciando il cambio al vertice: “John Ternus possiede la mente di un ingegnere, l’anima di un innovatore e la forza morale per guidare Apple con integrità e onore. È un visionario i cui contributi ad Apple in questi 25 anni sono già innumerevoli ed è, senza alcun dubbio, la persona giusta per traghettare Apple verso il futuro”.
Altre cose successe in settimana
Regno Unito, scatta il divieto di smartphone a scuola
Il governo di Londra ha ceduto alle pressioni della Camera dei Lord e trasformerà in legge la linea guidache già invita le scuole inglesi a tenere gli studenti lontani dal cellulare durante le lezioni. Il ministro Jacqui Smith parla di misura pragmatica per sbloccare il disegno di legge sulla tutela dei minori. L’impatto pratico sarà però modesto: il 99,8% delle primarie e il 90% delle secondarie già applica restrizioni, ma i presidi chiedono fondi per armadietti e custodie sigillate.
Amazon mette altri 25 miliardi su Anthropic
La corsa alle infrastrutture dell’intelligenza artificiale accelera ancora. Amazon aggiungerà fino a 25 miliardi di dollari agli otto già versati in Anthropic, che in cambio si impegna a spendere oltre cento miliardi in dieci anni sulla piattaforma AWS (Amazon Web Services) usando i chip proprietari Trainium. La valutazione della società di Dario Amodei sale così a 380 miliardi. Due mesi fa Amazon aveva promesso fino a 50 miliardi a OpenAI, rivale diretta di Anthropic. Morale? Gli hyperscaler finanziano entrambe le parti della stessa guerra.
Google insegue sul coding AI
Frammentazione interna, ritardo sugli strumenti e addirittura Claude usato di nascosto. Nella corsa agli strumenti di programmazione assistita dall’intelligenza artificiale, Google fatica a tenere il passo di Anthropic e OpenAI. Le capacità di Gemini sono disperse in una mezza dozzina di prodotti con marchi diversi, da Antigravity a Jules passando per Code Assist e Firebase Studio. Il risultato è che alcuni ingegneri interni preferiscono usare Claude Code, ufficialmente vietato per ragioni di sicurezza ma tollerato con deroghe. Sundar Pichai sta ora cercando di unificare le iniziative sotto Antigravity, la piattaforma nata dall’acquisizione da 2,4 miliardi di Windsurf. Deve fare presto, però, perché il margine di rimonta si sta restringendo in fretta.
Mr Cook, I presume
Con le dimissioni di Tim Cook dal ruolo di CEO di Apple, il consiglio di lettura di questa settimana non poteva essere che la biografia autorizzata che racconta la sua storia. È un libro del 2021: per questo in italiano adesso si trova solo in formato Kindle: Tim Cook. Il genio che ha portato Apple a un nuovo livello di Leander Kahney ricostruisce il percorso del manager che ha teletrasportato l’azienda di Cupertino oltre qualsiasi record.



"Resta da capire chi occuperà la poltrona per guidare la parte hardware lasciata libera da Ternus"
Lo prenderà Johny Srouji: https://www.apple.com/newsroom/2026/04/johny-srouji-named-apples-chief-hardware-officer/