Anche Apple prepara gli occhiali smart, ma per fare cosa? Sette usi consentiti, sette già vietati
Il settore degli smart glasses è esploso nella seconda metà del 2025 con una crescita del 139%, Meta guida il mercato ma è sotto pressione per la privacy
Gli occhiali intelligenti stanno smettendo di essere un gadget per early adopter e diventano terreno di scontro tra Big Tech, moda e AI.
Questa settimana siamo andati a vedere quali sono i modelli in arrivo. Bonus: sette usi consentiti e sette già vietati
Gli smart glasses stanno uscendo dalla nicchia degli early adopter per diventare il nuovo terreno di scontro tra Big Tech, moda e intelligenza artificiale. Meta accelera con più modelli e display integrati; i player cinesi spingono su prezzo, leggerezza e realtà aumentata; Apple, stando alle ultime indiscrezioni, ha invece scelto di aspettare fino al 2027 prima di entrare nel settore.
Un mercato su tre binari
Oggi il settore è diviso stabilmente in tre filoni: camera, audio e AI (guidati da Meta/EssilorLuxottica con i Ray-Ban Meta, oltre sette milioni di paia vendute nel 2025), display integrato (dove dominano player cinesi come RayNeo, Viture e Xreal, con un segmento in rapida crescita in cui si stanno posizionando anche player come Oura), e AR glasses con immersione più profonda, ancora in sviluppo.
Secondo Counterpoint Research le spedizioni globali sono cresciute del 139% nella seconda metà del 2025, con Meta che ha tenuto l’82% del segmento senza display. La roadmap del gruppo prevede quattro nuovi modelli nel 2026 tra 299 e 799 dollari, mentre Xiaomi guida la crescita nel mercato cinese e Rokid, Even Realities e Alibaba coprono i segmenti verticali. Samsung ha già annunciato i suoi Galaxy Glasses in collaborazione con marchi di eyewear come Gentle Monster e Warby Parker oltre alla partnership tecnica con Google e Qualcomm.
Tutto questo, però, potrebbe cambiare molto rapidamente: dipende da Apple e dagli occhiali che, secondo le indiscrezioni più autorevoli (il solito Mark Gurman di Bloomberg, per dire) sono praticamente pronti.
Apple aspetta, con ragione
Il progetto di Apple, noto internamente come N50, è però slittato dalla fine del 2026 alla presentazione al WWDC di giugno 2027, con vendita prevista entro la fine dello stesso anno.
Secondo Gurman la ragione non è tecnica ma di posizionamento: la privacy è la priorità dichiarata dai team interni, che stanno sviluppando funzionalità non disponibili su nessun prodotto attuale, incluse versioni con fotocamera ridotta o che alimenta Siri senza registrare foto o video. Per un’azienda che ha fatto della privacy un argomento commerciale, entrare in un mercato controverso richiede di poterla dimostrare davvero. E quello degli occhiali smart è decisamente un mercato controverso.
Il motivo della cautela di Apple sta infatti nell’esperienza di Meta del 2025: riprese non consensuali pubblicate sui social, dati video annotati da lavoratori in paesi terzi, e (sembra) codice nascosto per il riconoscimento facciale degli sconosciuti inquadrati. Il prodotto di Meta ha guadagnato in rete l’etichetta di “pervert glasses“, e Meta ha dovuto fare patch su patch e intervenire sulle politiche di moderazione. Per Apple, quel precedente è esattamente la lista di cose che non vanno fatte.
Tuttavia, gli smart glasses sono oggetti che hanno un potenziale enorme, al quale nessuno vuole rinunciare. Ma come possono essere usati? E cosa è vietato fare? Vediamo gli usi e i divieti principali.
Sette usi, dal più semplice al più utile
Gli smart glasses attuali consentono di scattare foto e video a mani libere, fare chiamate e ascoltare musica con speaker open-ear, e interrogare assistenti AI per traduzioni, descrizioni contestuali e risposte in tempo reale. I modelli con display aggiungono notifiche e messaggi direttamente nel campo visivo, mentre quelli più avanzati introducono comandi gestuali tramite rilevamento dei segnali muscolari (usando ad esempio le smart band attorno al polso o, in prospettiva, anelli smart o i sensori degli smartwatch).
Il potenziale più alto a medio termine non viene dagli utenti consumer ma da due settori specializzati: quello professionale e quello dell’assistenza: dalla guida operativa in ambienti industriali alle traduzioni live, al supporto per persone con disabilità sensoriali.
Sette divieti già in vigore
Le autorità europee per la protezione dei dati, con la CNIL francese tra le più attive, hanno già delimitato il perimetro del lecito: vietati la registrazione senza rispetto del diritto all’immagine, le riprese in luoghi sensibili come bagni o spogliatoi, la copertura del LED di acquisizione e l’acquisizione abusiva di dati personali di terzi (ad esempio, registrare qualcuno che scrive una password sul suo dispositivo).
Il riconoscimento facciale senza base giuridica adeguata è esplicitamente proibito, e l’esenzione dell’”uso domestico” cade non appena i contenuti vanno online: si applica il GDPR anche ai familiari. Il principio di minimizzazione dei dati chiude il quadro, e lo spazio dell’uso legittimo è più stretto di quanto la comunicazione commerciale dei produttori lasci intuire.
Il vero punto
Il mercato degli smart glasses si afferma non perché questi dispositivi siano diventati più sofisticati, ma perché stanno diventando più normali, quasi indistinguibili dagli occhiali tradizionali. L’ente francese preposto, la Cnil, osserva che questa discrezione è il principale fattore competitivo e al tempo stesso il nodo regolatorio centrale, e la traiettoria industriale punta esplicitamente a design sempre meno riconoscibili.
Se gli occhiali diventeranno accessori di moda con solo qualche funzione utile o se, invece, si trasformeranno nella prossima vera e propria interfaccia informatica personale dipende soprattutto da come i produttori risponderanno alla domanda che Apple si sta ponendo più esplicitamente di tutti: come fare in modo che indossarli non metta a disagio le persone vicine?
Altre cose successe in settimana
Attenti alle batterie in aereo
Pericolo a bordo: si moltiplicano i casi di incendi causati dalle batterie nel bagaglio dei passeggeri. Nel 2025 la FAA ha registrato 97 episodi di surriscaldamento o incendio causati da batterie al litio a bordo, quasi due a settimana, contro appena nove nel 2014. Da marzo di quest’anno l’ICAO impone nuove regole globali: massimo due power bank a testa, sempre in bagaglio a mano, senza ricarica in volo. Nel Regno Unito la CAA segnala che i dispositivi trovati nei bagagli in stiva sono quasi raddoppiati in un anno, dai 316 casi del 2024 ai 643 del 2025, proprio la zona più pericolosa perché irraggiungibile dall’equipaggio in caso di incendio. Diverse compagnie, tra cui il gruppo Lufthansa, Qantas ed Emirates, vietano già del tutto la ricarica durante il volo, anche dai propri cavi USB.
La Cina produce in serie le sue macchine litografiche DUV
Una startup statale cinese con sede a Shanghai, Yuliangsheng Technology, avrebbe costruito per la prima volta delle macchine litografiche DUV cinesi, che SMIC testerebbe già dal settembre 2025. Inoltre, un prototipo cinese di litografia EUV esisterebbe, ma resterebbe ancora lontano anni dalla maturità industriale. La Cina in questo modo sta cercando di chiudere il problema che ha nella filiera interna di produzione di chip: la litografia delle matrici. Il problema per Pechino nasce con il blocco americano che congela anche le esportazioni dell’olandese ASML, leader mondiale del settore. E adesso il MATCH Act, in discussione al Congresso USA, non si limita a bloccare nuove vendite ASML: estende il divieto anche all’assistenza tecnica sugli impianti già installati nelle fabbriche cinesi. ASML intanto cerca di diversificare: punta a 130 sistemi nel 2026 e a un aumento della capacità del 30% nel 2027, mentre il peso della Cina sui suoi ricavi è già sceso dal 33 al 20 per cento.
Gli Usa vietano l’importazione di robot umanoidi
La Federal Communications Commission ha vietato l’importazione negli Stati Uniti di robot umanoidi e quadrupedi avanzati, giudicandoli una minaccia alla sicurezza nazionale. Secondo l’agenzia, questi apparecchi raccolgono dati sensibili che potrebbero finire nelle mani di attori ostili, alimentando sorveglianza e intelligence straniera, oltre al rischio che vengano controllati da remoto. La giurisdizione della FCC si fonda sulla connessione a internet di questi dispositivi. Il provvedimento colpisce soprattutto la Cina (anche se non viene citata esplicitamente), leader mondiale nella robotica umanoide, e si inserisce nella strategia americana di contenimento tecnologico verso Pechino.
AI: aumentano i costi, calano i ricavi
Quanto costa l’AI? Tantissimo. E si vede dai conti. Gli ultimi risultati di Google mostrano investimenti sempre più elevati in infrastrutture, data center e chip dedicati all’intelligenza artificiale, mentre la concorrenza (soprattutto quella cinese) continua a esercitare una forte pressione sui prezzi dei modelli. Il nodo, secondo molti analisti, non è tanto l’entità della spesa quanto l’incertezza: la stessa Google ha riconosciuto che prevedere con precisione l’evoluzione dei costi dell’AI è sempre più difficile. Gli investimenti (capex) crescono molto rapidamente e gli investitori si chiedono quando si tradurranno in ricavi e margini proporzionati. È un interrogativo che riguarda l’intero settore, non solo Google. A breve arriveranno anche i risultati di Meta, Amazon e Microsoft, offrendo un quadro più completo dell’economia dell’intelligenza artificiale.

Da Mosca mandato di arresto per il fondatore di Telegram, Pavel Durov
Il servizio di sicurezza russo (FSB) ha incriminato Pavel Durov per favoreggiamento del terrorismo, sostenendo che Telegram sia stato usato dai servizi segreti ucraini per reclutare giovani russi tramite un chatbot di incontri, e spingerli a compiere sabotaggi e attentati. Secondo l’FSB sarebbero già 46 gli arrestati, con età fra i dodici e i ventidue anni. Mosca ha annunciato l’inserimento di Durov in una lista di ricercati internazionali, senza però specificare quale procedura intenda seguire.
Ci siamo, sta per iniziare l’era Ternus
Alla première di Ted Lasso 4 a Los Angeles, Tim Cook e John Ternus si sono presentati con lo stesso completo e la stessa spilla della serie, e la rivista Deadline li ha intervistati insieme sul passaggio di consegne. Cook, che sta lasciando la guida dell’azienda, ha parlato con gratitudine dei 15 anni come ceo di Apple, definendo la transizione un successo su ogni fronte. Ternus, in azienda da 25 anni che subentrerà il 1 settembre, ha descritto l’incarico come un’opportunità straordinaria, ma sui suoi primi passi da amministratore delegato ha preferito non anticipare nulla.
Perché non rivedremo mai più un Walkman
In rete un bel po’ di gente vorrebbe poter comprare un Walkman nuovo di zecca, per nastrocassette, CD o MiniDisc. E si chiede: perché Sony non ricomincia a produrrli? La risposta in breve: perché non ci riesce più. Il come mai lo spiega un ex ingegnere Sony, Akira Tanaka: i motori miniaturizzati, le testine magnetiche e i circuiti proprietari dei Walkman a cassetta, CD e MiniDisc sono semplicemente scomparsi dal mercato, insieme ai fornitori che li producevano. Ricrearli richiederebbe interi programmi di sviluppo, non una semplice riedizione. Anche le linee produttive ultraprecise che rendevano quei lettori così sottili si basavano su regolazioni artigianali mai scritte nei disegni tecnici, tramandate solo tra operai e progettisti ormai in pensione da decenni. Inoltre, i volumi di vendita sarebbero troppo bassi per ripagare i costi, e Sony ha già smesso di produrre i supporti MiniDisc. Quindi, spiace, ma niente nuovi Walkman.
L’Oracolo online
Da vent’anni l’umanità confida i propri pensieri a un motore di ricerca, di notte come di giorno, in ogni fuso orario. Simon Rogers ha trasformato quella mole sterminata di domande in un ritratto collettivo, tra curiosità bizzarre e angosce esistenziali che nessuno confesserebbe a un altro essere umano. La tesi di Chiedilo a Google è semplice: a Google non si mente, e per questo le ricerche altrui rivelano più di quanto vorremmo ammettere su noi stessi. Un atlante dell’umanità contemporanea, scritto con i dati che tutti generiamo senza saperlo.




